Nel 1984 Andrea Pazienza si trasferì
a Montepulciano, in provincia di Siena, e visse in un casolare in aperta campagna.
La pubblicazione de Gli ultimi giorni di Pompeo iniziò sulla rivista
Alter Alter, con cinque puntate tra l’aprile e il dicembre del 1985; dal gennaio
1986 Alter Alter diventò un trimestrale dedicato a temi monografici
e Pompeo non trovò più spazio sulla rivista. L’intera opera
uscirà racchiusa in un volume edito dagli Editori del Grifo di Montepulciano
nell’ottobre del 1987; allora l’opera, oltre a completarsi, si presenterà
in tutto il suo valore poetico.
Pompeo è la sofferenza esasperata e incomunicabile; le
tavole sono scarne, crude, nere. Il tratto grosso ed essenziale, con un’unica
importante eccezione, l’amore perduto, impalpabile memoria.
Narra la routine dell'insegnante
di fumetto Pompeo nei suoi ultimi giorni di vita, e la sua morte annunciata
è un ambiguo suicidio. Impressioni tanto vive che hanno spesso fatto
di Pompeo un testamento artistico di Pazienza; ma Pompeo non è da leggere
come strettamente autobiografico. Tutto inizia con Pompeo nella sua ultima
ora di vita, che avvia un lungo flashback.
Il protagonista è un giovane sfinito della sua vita, con una
voglia di riscatto non coscienziosa e una visione del proprio futuro tutt'altro
che definita. Pompeo è un fumetto atipico nel quale l’autore preferì
utilizzare poca china e molto pennarello nero, semplici fogli quadrettati,
pochi dialoghi e molti pensieri. E’ un’opera piena d’immagini, di sensazioni
fisiche e di frasi in apparenza prive di senso e che nascono dall'inconscio
saltando i nessi logici con il contesto del racconto. La dimensione poetica
è implicita in una narrazione che ha dell’eroico.
Il
variare dello stile e dell'impaginazione scaturisce dal variare degli
stati d'animo. Pazienza era perfettamente consapevole di questa sua geniale
abilità nel modulare il suo stile e nel piegarlo alle più
diverse esigenze narrative.
Nella postilla all’opera Pazienza scrisse: “Così finisce l'ultima
puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita.
Questi s'era aperto "fumettisticamente" nel settantasette con
Pentothal
(del quale Pompeo è forse
l'alter ego invecchiato) e, tra alti e bassi, chiude adesso, nove anni dopo”1.
1 Andrea Pazienza, da Gli ultimi giorni di Pompeo, Baldini
& Castoldi, Milano, 2000