Andrea era un sincero estimatore del presidente
partigiano, al quale non si avvicinava con il solito spirito dissacratorio
che aveva sempre riservato agli uomini politici, bensì con
un impeto d’affetto e d’ammirazione.
Nel dicembre ’79 Pazienza disegnò Pertini per la copertina
del numero 47 de Il Male; il presidente chiamò tempestivamente
in redazione per chiedere la tavola in regalo ed invitare l’autore
e la redazione del settimanale a pranzo al Quirinale. Ma Paz era fuori
Roma e mancò quell’appuntamento; al suo posto si presentarono
alcuni colleghi.
Le bizzarre avventure dei partigiani Pert e Paz divertono senza
mai destare scandali; alla fine riescono sempre a sconfiggere il nemico.
Dopo un periodo durante il quale Pazienza non disegnò più
Pertini, il personaggio ritornò acclamato sulle pagine delle
riviste Tango e Zut.
Nell’estate del 1983, su proposta di Vincenzo Sparagna, allora
direttore di Frigidaire, Pazienza disegnò il libro Pertini,
nel quale, accanto alle avventure del presidente partigiano, trovarono
posto le puntate di una Pertini story nella quale erano rievocate
l’infanzia del presidente e la malinconica condizione in cui si trovava
l’Italia.
Il segno grafico di queste vicende è veramente semplificato;
sono storie realizzate con il pennarello e disegnate velocemente,
talvolta solo accennate, ma con una perfezione assoluta. Queste eroiche
vicende partigiane sono caratterizzate da un gergo divertente e piacevole
fatto di associazioni e inserti dialettali, di giochi di parole e
di slang giovanile.
Dal primo maggio del 2002 a Castelnuovo Rangone, in provincia
di Modena, è stato inaugurato il Parco Sardo Pertini, nei cui
vialetti sono riprodotte le tavole a lui dedicate da Pazienza.