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NAZARIO TARTAGLIONE

  Nazario Tartaglione, alias Carmelo Africano, ha 31 anni, è residente a San Severo, ed è un cantautore. Suona la chitarra e il pianoforte, è un arrangiatore, svolge lavoro di provinatura in generale e adopera i programmi e i suoni di editing audio digitale più diffusi. Predilige i generi Pop, Pop-Rock, la musica Etnica e la World music. Nel 2002/2003 ha pubblicato un doppio singolo scritto per un gruppo emergente che ha partecipato al Festival di Sanremo, MARIAPIA & SUPEZOO, edito dalle Edizioni Do It Your Self/Distribuzione Sony Music.
Nel 2004 ha pubblicato un album di musica etnica, intitolato “TRIBU’”, edito da MEDITERRANEA, compagnia degli autori e cantautori indipendenti.

 

    

 

Sempre per la stessa etichetta discografica, nel 2006 è uscito il suo ultimo album intitolato “NOMADE MEDITERRANEO”.

Attualmente sta collaborando al nuovo album del gruppo MARIAPIA & SUPEZOO ed a diverse produzioni discografiche.

 

INTERVISTA A CARMELO AFRICANO SULL’ALBUM “TRIBU’” (2004)

D: Carmelo Africano, come mai questo nome?
R: Per puntare a Sud, visto che faccio musica mediterranea, poi per una provocazione, perché mi sembra che nei fatti il Sud Italia, o forse tutta l’Italia, tenda più all’Africa che all’Europa, (premesso che io rispetto e sono appassionato della cultura mediterranea e quindi anche africana).

D: TRIBU' è il titolo del tuo primo album in dialetto; perché questo titolo e perché il dialetto?
R: TRIBU' perché è il titolo di una canzone dell’album e perché è il concetto che meglio sintetizza la mia visione di globalizzazione, che non è certo economica ma umana, perché siamo tutti sotto lo stesso cielo e abbiamo comunque un destino comune a dispetto delle differenze sociali, di razza, eccetera… Il invece perché cercavo un linguaggio mediterraneo che mi permettesse di tirare fuori il sole ed il mare dalla mia musica, la sabbia e i deserti che mi porto dentro e che sono propri del nostro dialetto e della nostra anima socio/culturale. Chi ascolta l’album di solito si stupisce dell’armonia del nostro dialetto cantato e utilizzato su sonorità mediterranee

D: Come è nato TRIBU’, e in quanto tempo?
R: Ci sono voluti due anni tra scrittura, arrangiamenti e registrazioni. All’inizio il dialetto era una cosa mia, che non facevo ascoltare perché lo utilizzavo per sfogarmi o parlare con me stesso in modo franco, poi un po’ alla volta si è delineato uno stile ed un repertorio, il tutto spontaneamente. Per quanto riguarda poi gli arrangiamenti, ho lavorato un anno, e prima di partire ho selezionato bene i suoni che cercavo e alla fine è andato tutto bene, dritto come un treno. Sono molto soddisfatto del lavoro, credo che sia un ottimo album, tra i migliori che abbia mai ascoltato.

D: Un po’ di presunzione non guasta…
R: Non parlo di me, ma dell’album, che esisteva già prima che io lo registrassi. Io non mi sento autore nel senso di proprietario di quello che faccio, né di realizzatore, ma mi sento autore nel senso di scopritore, come lo è un archeologo delle opere che rinviene.

D: Ci sono case discografiche interessate?
R: Si, ma io non voglio aderire a circuiti discografici, preferisco fare tutto in autonomia. La musica per me è uno spazio libero, un deserto appunto, e non riesco a condividerla con impegni ed etichette di nessun genere.

D:Ma la musica può portare al successo...
R: Non mi interessa questo percorso. Voglio solo fare musica liberamente.

D: Progetti per il futuro?
R: Sto lavorando ad un secondo album, questa volta in dialetto e in italiano su sonorità più acustiche, con un sound mediterraneo che spazia dalle sonorità andaluse a quelle greche, passando per l’Italia.

D: Un cambio di rotta quindi?
R: No, al contrario, un’evoluzione. L'album si chiamerà NOMADE MEDITERRANEO proprio nel senso di viaggio musicale e di pensiero, ed anche per il gusto di testare il nostro dialetto su più ambienti sonori.

- In bocca al lupo...
- Crepi.

RECENSIONE DEL NUOVO ALBUM DI AFRICANO “NOMADE MEDITERRANEO” (2006)
L’album “NOMADE MEDITERRANEO” è stato registrato negli studi della MEDITERRANEA, Compagnia degli Autori e Cantautori Indipendenti, che ha prodotto e distribuito anche il primo album del cantautore, intitolato “TRIBU’”.
Africano propone 12 tracce interessanti e originali, cantate sia in dialetto che in italiano. Siamo lontani da pizziche, tarantelle o canti del Gargano, anche se dalla tradizione sono ripresi lo spirito e la libertà tipiche di quel modo di fare musica in modo spontaneo ed autentico.
Le canzoni presenti nell’album “Nomade Mediterraneo” non ci parlano della vita dei campi, della povertà antica, della fatica o del sudore dei nostri nonni, ma raccontano i disagi contemporanei, tipici della nostra epoca, come i problemi legati alla disoccupazione, al disadattamento, all’immigrazione o alla tossicodipendenza.
Toccante è l’esecuzione, con l’accompagnamento della sola chitarra, del brano “Monologo interiore di un disoccupato”, nel quale un giovane disoccupato compie un viaggio mentale nella rabbia e nella disperazione che lo affliggono.
All’interno dell’ultimo album di Africano non mancano riferimenti alla guerra in Medioriente, come nel brano “Paradise now cumbà peace for me”, o canzoni d’amore, come “Gitana” e “U’ core pazze”. Sono presenti anche brani d’autore, di ricerca e di viaggio interiore, come “Nomade mediterraneo”, brano che dà il titolo all’album, o “Camine e camine”.
Africano ha utilizzato solo strumenti nomadi, cioè trasportabili, come chitarra, laud, sitar, percussioni, bonghi, congas, maracas, violino, fisarmonica e basso acustico, riuscendo così ad attraversare ritmi e sonorità gitane, greche, mediorientali, afro e quelle tipiche del sud Italia, come farebbe un vero nomade mediterraneo. In questo contesto cultural-musicale il dialetto sanseverese ha trovato un ambiente sonoro naturale, scoprendosi lingua mediterranea a tutti gli effetti.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare Africano tramite l’indirizzo mail mediterraneaautori@libero.it o il numero telefonico 340.9867004.

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Per informazioni riguardo all’acquisto dei cd:
mediterraneaautori@libero.it
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