RUBRICA PAGINA 12
 
 
 SAN SEVERO VESCOVO, PATRONO DELLA CITTÁ E DELLA DIOCESI
 

   Non mi ritengo uno “sputasentenze” che a tutti i costi deve dir male di tutto né ho la pretesa di essere uno “storico” con la “S” maiuscola, ma quando ho dei documenti che servono a suffragare la verità delle mie affermazioni, li rendo di pubblica ragione per dare un contributo alla ricerca;

non critico il prossimo per partito preso, ma mi attengo all’evidenza delle cose cercando di non urtare in maniera volgare la suscettibilità altrui servendomi della satira benevola per commentare fatti, cose e persone di ogni giorno.
   Se San Severo e San Severino dovessero comportarsi in paradiso alla nostra maniera, riceverebbero da San Pietro delle energiche bacchettate. I due santi, guardando benevolmente ai nostri inutili battibecchi, ci direbbero con un sorriso: «Ma perché vi accapigliate? Dal cielo siamo stati e saremo sempre i vostri intercessori, a parte quello che decidono gli uomini sul “patronato” della città di San Severo». E parafrasando l’ultima strofa della poesia “A livella” di Totò, ci direbbero: «Sti pagliacciate ‘e fanno sulo ‘e vive; nui simme serie, appartenimmo…ai sante». E per contribuire a risolvere la spinosa questione, vorrei rendere di pubblico dominio alcuni documenti che mi sono capitati fra le mani.

            

Ecco qui il frontespizio di un libretto scritto nel 1946 (stampato per i tipi dello stabilimento tipografico Emilio Dotoli di San Severo) dall’arcidiacono Raffaele Papa, già arciprete della parrocchia di San Severino, su cui è scritto espressamente che San Severo Vescovo è Patrono della Città e della Diocesi di San Severo. All’interno è detto che “…in Cattedrale è dedicato a questo santo patrono, ricco altare marmoreo…” ed ancora “…da secoli Patrono principale della Città”. Nel corso delle preghiere per la novena, per ben quattro volte è riportata la frase “glorioso Patrono San Severo”.
   Il vescovo di San Severo Bonaventura Gargiulo, alla pagina 67 della sua opera “Apulia Sacra – La Diocesi di San Severo - 1900”, dice: “…nelle minute ricerche fatte, si è rinvenuto una pergamena ignorata in TOM. DIVERSORUM FOL. colla quale mons. Bartolomeo Mollo, vescovo sanseverese, dichiara ed attesta in data 10 settembre 1752, di aver ottenuta una reliquia ex ossibus Sancti Severi, episcopi neapolitani…huius nostrae civitatis PATRONI PRINCIPALIS e di averla donata in ostensorio argenteo alla Cattedrale di San Severo l’8 gennaio del 1753, del suo episcopato anno 14”. Risulta inoltre che la bella statua del Santo, vestita pontificalmente, fu scolpita dal bravo artista Arcangelo Testa.
   Penso di aver aggiunto un granellino di verità alla soluzione dell’annoso dilemma (se così si può definire) sul celeste patronato della nostra Città. Par di vedere, in mezzo alle nuvole, i nostri Santi che dall’alto del cielo ci sorridono e dicono: «Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi».

a cura di Domenico Tota
articolo già pubblicato su La Gazzetta di San Severo, 07/04/2001

Illustrazione: Archivio Domenico Tota
Foto: Archivio www.sanseveresi.com