chi siamo
contattaci



la maglietta della
"Festa del Soccorso"


EX SOLDATO
AMERICANO:
CERCO ROSETTA


pagina 2

 

LA FINESTRA CON LA ZANZARIERA  (San Severo nel mio spazio e nel mio tempo)

Il Cacciatore di aquiloni
Esercizi di stile

 

Pagina 1          Pagina 2

LA FINESTRA CON LA ZANZARIERA 
(San Severo nel mio spazio e nel mio tempo)

  Dietro ai movimenti quotidiani di chi ci sta accanto, si celano esperienze sottili e impercettibili che fanno parte di noi, ma che quasi senza volerlo rimuoviamo dalla nostra memoria.
  Ecco la grande scoperta di MARISA GIAMMETTA che, una volta lette le memorie dell’amica CARMELINA VILLANI, si rende conto di quanto sia semplice riportare la mente al passato, focalizzarla su un profumo, un’immagine rapida, uno stato d’animo…
  La “ finestra con la zanzariera” diventa quindi lo schermo isolante da cui poter osservare il mondo, la realtà che ci circonda, restando però come distaccati, per meglio assaporare ogni cosa.
  Un po' come Cosimo, Barone Rampante di Italo Calvino, che pone tra se e il mondo la netta divisione che corre tra la terra e il ramo di un albero.
  Carmelina, al di là di quella finestra, osserva il sempre affascinante  tratto di strada che porta dal teatro al viale della villa, offrendoci con naturalezza sprazzi di vita e abitudini dei sanseveresi, e non solo. Infatti, con l’aiuto di intense poesie e personaggi affascinanti come quello della zia o delle amiche d’infanzia, Carmelina suggerisce spunti e immagini molto suggestive, che possono davvero aiutarci a comprendere il valore delle cose.
  Per i più grandi di età, poi, questo libro è un ottimo pretesto per tornare a sorridere dei semplici giochi in strada, per stupirsi di quanto fosse “esagerato” il tasso di pudore ( tanto da vietare la lettura di romanzi d’amore alle donne) o semplicemente per godersi, oggi, una storia genuina e sincera di qualche anno addietro…

“Passi vaganti
In atmosfere andate
Sani risvegli
Dell’età fanciulla,
ombre imprigionate
ed or palesi”

  E chissà che anche tu, dalla tua finestra, non ti sia mai soffermato a dare un’occhiata…

a cura di Antonella d’Ambrosio

Autore: Carmelina Villani
Editore: Esseditrice
Data di pubblicazione:2004

 

La gnosi delle fanfole

Meraviglioso! Per presentarvi questo libro di poesie metafisiche altro non posso fare che abbandonarmi alla stessa presentazione dell’autore e darvi esempio di cos’è questo libro:
«Sarebbe opportuno, anzi direi sarebbe addirittura canonico, presentarsi con un piccolo preambolo teorico. Signori, potrei dire, eccovi alcuni esperimenti di poesia metasemantica. Ora mi spiegherò. Per millenni il procedimento principe seguito nella formazione e nell'arricchimento del patrimonio linguistico è stato questo: dinanzi a cose, eventi, emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, trovare suoni che dessero loro foneticamente corpo e vita, che li rendessero moneta del discorso. A tale intento, in genere, servivano suoni che già venivano impiegati per significati consimili. Inventi il cannocchiale e sommi canna con occhiale […], talvolta serve il nome d'una persona (siluetta, besciamella), tal altra il nome d'un luogo (pistola, baionetta) […]. Nella poesia, o meglio nel linguaggio metasemantico, avviene proprio il contrario. Proponi dei suoni e attendi che il tuo patrimonio d'esperienze interiori, magari il tuo subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. È dunque la parola come musica e come scintilla.»
Questo è quello che fa Fosco Maraini, etno-antropologo, viaggiatore, alpinista, grande scrittore oltrechè padre di Dacia Maraini, gioca con le parole e con la loro musicalità, compenetrando l’un dentro l’altro il linguaggio parlato ed il linguaggio delle note. Ecco un esempio:

Il Lonfo
Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.

E' frusco il Lonfo! E' pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.

Oltretutto il libretto di poesie è stato recentemente musicato e interpretato da Massimo Altomare e Stefano Bollani. Ovazione.

a cura di: Dada&Trita

Titolo: La gnosi delle fanfole
Autore/i: Maraini Fosco
Edizioni: Baldini e Castodi Dalai
Prezzo: € 7.90

 

Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini (The Kite Runner)

L’autore:
  Khaled Hosseini. Figlio di un diplomatico, è nato a Kabul, in Afghanistan. La sua famiglia ha ottenuto l’asilo politico negli Stati Uniti nel 1980. Vive nel nord della California e fa il medico. Il cacciatore di aquiloni è il primo romanzo epico afgano, uno straordinario caso letterario pubblicato in 12 paesi. Dreamworks, la casa di produzione di Steven Spielberg, ha acquistato i diritti per trarne
un film.

Recensione:
  “Sono diventato la persona che sono all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accosciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto.”

  Per Amir il passato non potrà mai essere dimenticato. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui ha commesso una colpa restando a guardare i fatti orribili di quel vicolo, ma con la consapevolezza di cui solo un cuore è capace, è pronto ora a  tornare a casa per saldare i conti con i propri errori.   Parte alla volta di Kabul, alla ricerca di Sohrab, il figlio orfano di Hassan, il suo amico d’infanzia dal labbro leporino. Ma ad attenderlo, dopo trent’anni di storia trascorsa lontano in America, la tragedia dell’Afghanistan, una patria imbevuta di violenze e polvere, annientata, messa in ginocchio sotto un cielo privo di aquiloni. Eppure c’è stato un tempo in cui volavano, combattevano,vincevano e, invece, se vinti, vagavano in cielo in preda al vento e rincorsi da Hassab, il più grande cacciatore di aquiloni di tutti i tempi.   Ma in occasione dei festeggiamenti per l’anno nuovo afgano, in primavera, su suolo americano, tornano gli aquiloni in cielo. Allora Amir, stringendo nuovamente tra le mani le loro taglienti corde, si riappropria del suo passato e una frase antica affiora alle sue labbra liberandolo da un antico dolore.
  È questo il primo libro di Khaled Hosseini che racconta trent'anni di storia afgana, dalla fine della monarchia all'invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri, dei rapporti tra padri e figli, dell’amicizia e del suo tradimento, di fughe e ritorni, lasciandoci vivere le vicissitudini di questo paese annientato, l’Afghanistan, che, come Amir, non dimentica.

a cura di: Dada&Trita

Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini
Titolo originale: The Kite Runner
Anno 2004
394 pag.
Euro 17,50
Edizioni Piemme

 

Far ridere non è uno scherzo.
Psicologia del comico e delle comiche in cento film.

 Esilarante, preciso, scorrevole e divertente ovvero l’arte di scrivere un saggio senza appesantire. Gli autori, Godino e Imperiale (detto Jonathan), cercano di risalire ai meccanismi fini della comicità e alle motivazioni intrinseche che sottendono alla risata, attraverso l’analisi di cento film tra i più conosciuti della storia del cinema. Come esperti chirurghi sminuzzano pellicole e sezionano scene, come funambolici acrobati si destreggiano tra Totò e Charlie Chaplin (arguto e originale è in questo senso il confronto tra i due, alla ricerca di quella vis comica che ha fatto ridere generazioni di spettatori), come abili registi ripropongono le battute meglio riuscite di Benigni, Sordi e Troisi, dipingendo, come scafati pittori, le smorfie e le movenze di Mr Bean e di Buster Keaton, di Willy il Coyote e di Benigni, di Groucho Marx, Verdone, Tati e De Filippo. Un libro assolutamente consigliato a chi della risata ne ha fatto una professione (attori, comici, cinefili e, perché no, anche cinofili) ma anche a chi delle risate non può e non vuole farne a meno.

a cura di: Dada&Trita

 

Titolo: Far ridere non è uno scherzo. Psicologia del comico e delle comiche in cento film.
Autore/i: Godino Antonio; Imperiale Giacinto
Edizioni: Milella 2006
Prezzo: € 13.00

 

Esercizi di stile

  Un solo termine: capolavoro. Esercizi di stile fu pubblicato per la prima volta dalla casa Editrice Gallimard nel 1947 e da allora ha ispirato scrittori e attori, giocolieri della parola e semplici curiosi. Il gioco è semplice: Queneau parte da una trama di poche righe (volendo, questa sì, è abbastanza banale) e la ripropone in 99 varianti stilistiche: ci sono quelle puramente enigmistiche (anagrammi, apocopi, aferesi, permutazioni delle lettere, lipogrammi...), quelle retoriche (litoti, metafore, apostrofe, ...), quelle con i linguaggi settoriali (geometrico, gastronomico, medico, botanico, ...), quelle con i gerghi e le lingue maccheroniche (con anglicismi, francesismi, volgare, ingiurioso...) e le varianti di tipi testuali (testo teatrale, tema scolastico, interrogatorio, poesia tanka, sonetto, telegrafico...). Il testo originale è scritto in francese e questa non è cosa di poco conto: i giochi linguistici metaletterari presenti si perderebbero e risulterebbero privi di senso in una traduzione letterale del testo. Solo accettando la sfida dell’autore e seguendo le regole da lui imposte si potrebbe tentare un posposizione in italiano o in altra lingua. È quello che ha fatto Umberto Eco nell’edizione dell’Einaudi, riuscendo a rendere il senso del divertissement e impreziosendolo di proprie riflessioni. A scriverlo, un libro del genere, molti potrebbero riuscirci. Ma a pensarla, una cosa così, bisogna essere veramente un genio.

a cura di: Dada&Trita

 

 

Titolo: Esercizi di stile
Autore/i: Queneau Raymond
Edizioni: Einaudi
Prezzo: € 10.50

 

LA SETTIMANA SANTA A SAN SEVERO
Le chiese e le confraternita

Fin da bambino appassionato di storia religiosa sanseverese, Antonio Masselli ci offre la sua conoscenza, frutto di anni e anni di studio e volontariato nel campo dei beni culturali.
Dello stesso autore si può citare “ L’INAUGURAZIONE DELL’EDIFICIO SCOLASTICO E LA VENUTA DEL PRINCIPE EREDITARIO A SAN SEVERO” ( Ed. Miranda, 1993), altro notevole lavoro. Antonio Masselli quindi è un vero entusiasta, uno scrittore che nutre verso San Severo un amore incondizionato che si traduce in ricerca, in fotografia.
Nella prefazione di ROBERTO M. PASQUANDREA Masselli è descritto come “ uno studioso d’innegabile valore e attendibilità per essere scrupolosissimo nel mettere a riscontro ogni notizia fornita con una documentazione che non dia adito a dubbi o sospetti”.
“ LA SETTIMANA SANTA A SAN SEVERO”, dunque, è un dettagliato ed interessante viaggio tra gli edifici religiosi della nostra città, dalla CHIESA DELLA PIETA’ a quella di SANTA LUCIA con particolari riferimenti alle strutture, ai miracoli, alle cerimonie di aggregazione…
Curiosa la parte finale del libro, dedicata ai giorni della Settimana Santa e impreziosita da bellissime fotografie ( inedite o dell’autore stesso ) e canti religiosi.
Un libro dedicato a chi ha voglia di saperne di più, una guida semplice e completa per turisti improvvisati e non.

a cura di Antonella d’Ambrosio

 

 

Autore: Antonio Masselli

Editore: Arti Grafiche Malatesta

Data di pubblicazione: 2003

 

Io uccido

  Thriller d’esordio di Giorgio Faletti, accompagnato da una buona critica e da uno stuolo di ovazioni. Breve accenno alla trama: un dj riceve una telefonata da parte di uno sconosciuto che si rivela essere un assassino. Di più: nella Montecarlo bene, s’aggira praticamente indisturbato un serial killer che anticipa i suoi omicidi con una telefonata e con la frase: io uccido.
  A questo punto due considerazioni: ci sono dei canovacci che nel genere giallo o nel thriller devono essere seguiti se non altro perché una sfilza interminabile di scrittori e di registi hanno appurato che funzionano e che appassiono il lettore/spettatore (una serie di delitti che scatenano il panico, una mente brillante che cerca di fermare il malvagio, il climax che si ottiene con l’identificazione del killer ecc ecc). Questo significa che qualsiasi scrittore medio in grado di seguire quei canovacci ha qualche possibilità di scrivere un libro almeno leggibile. In questo Faletti, esordiente nel campo, è bravo e da buon artigiano esegue il suo compitino al meglio. Ma come si fa a definirlo il “migliore scrittore italiano contemporaneo”, come ha fatto una parte della critica? Temo di dover ammettere la mia ignoranza e la mia incapacità di esprimere giudizi: libro scontato, dal linguaggio per nulla accattivante, con dei cliché visti e rivisti in tutte le salse, banale, da leggere dal barbiere al posto delle riviste di gossip, ma nulla più. Ottima, questa sì, operazione pubblicitaria. Una domanda: ma se non si fosse chiamato Giorgio Faletti, qualcuno lo avrebbe mai pubblicato?

a cura di: Dada&Trita

 

 

Titolo: Io uccido
Autore/i: Faletti Giorgio
Edizioni: Baldini Castaldi Dalai
Prezzo: € 5.40 (edizione economica)

 

Madonna mije fa' sta bbon lu RRE


  L’esaltante versione teatrale de “Il sacco di San Severo del 25 Febbraio 1799” di G. Clemente. Un dramma in tre atti, con le musiche di Davide dell’Oglio.
   Rigorosamente in dialetto sanseverese, il testo si propone al lettore completo di spartiti musicali e ambientazioni sceniche. Il vero e proprio copione di uno spettacolo che mettere in atto sarebbe meraviglioso, oltre che opportuno.
  Come già nel libro di Clemente, nel testo di Pistillo il passato della nostra città trova spazio nuovo nelle voci di personaggi tanto verosimili e schietti da sembrare prendere vita davanti ai nostri occhi.
  Superata la difficoltà iniziale della lettura del dialetto, scena dopo scena si arriva alla fine del terzo e ultimo atto sorridendo ancora della pungente genuinità di Scazzosa o della saggia dialettica del Pezzente, il filo d’Arianna della vicenda.
  Per quanto concerne l’aspetto prettamente storico, ottima è la cronaca “ Febbraio 1799, Giacobini, Sanfedisti e Francesi a San Severo”, sempre di Clemente, nata vent’anni dopo il suo precedente lavoro con lo scopo di risvegliare soprattutto nei giovani la memoria del trascorso cittadino.
  Quando fatti disastrosi come questo sono opera dell’uomo, tutto si condisce con vendetta, asprezza morale e morte. Ecco perché è buona cosa conservare con gelosia gli avvenimenti del passato per non dimenticarli e non ripeterli, e per salvaguardare quelle che sono le radici non solo di una nazione, ma di un ristretto territorio che può essere quello di una città. La nostra.

a cura di Antonella d’Ambrosio

Autore: Ciro Pistillo
Editore: Esseditrice
Data di Pubblicazione: 2002

 

Memorie di una geisha


  L’immaginazione e l’esperienza di Arthur Golden danno voce a Sayuri Nitta, emblema della geisha giapponese del secolo scorso.
  In un Giappone ferito dalla guerra, tra povertà e fame, la piccola protagonista si trova a crescere inconsapevole di ciò che andrà a diventare: una donna d’arte, una figura delicatamente erotica capace di ipnotizzare un uomo con il solo sguardo. Il romanzo può definirsi storico ma anche di formazione, in quanto si entra in diretto contatto con la psicologia di Sayuri senza tralasciare nozioni sulla politica e la filosofia di quel tempo. Curiosi sono i passi dedicati all’osservazione dei paesaggi invernali, delle stanze preparate a festa per la cerimonia del tè e degli splendidi kimono con relativo rito della vestizione. La sensibilità dell’affascinante Sayuri ormai donna ci regala spunti di riflessione freschi e spontanei a proposito della caducità del tempo, dell’importanza dei legami di sangue e dell’arte della seduzione. Una nuca scoperta e una manica piegata all’altezza del gomito sono paragonabili ad una minigonna con scollatura audace dei giorni nostri: è la classe che seduce, il linguaggio del corpo, non solo il corpo stesso. Da sempre oggetto di studio e desiderio anche in Occidente, la figura della geisha rivive in tutto il suo splendore ( e dolore. .. ) in questo avvincente libro, dotato di glossarietto per meglio comprendere i termini in lingua originale. Dietro a bianche maschere, labbra color delle ciliegie e acconciature scultoree, si celano giorni grigi di competizione fra donne e ingiustizie sentimentali che portano ad un’unica, tragica conclusione: vietato innamorarsi. L’amore, però, è un sentimento ambiguo ed insidioso che inevitabilmente trova posto nel tanto grande cuore della nostra Sayuri…
  Interessantissimo è anche il relativo film “Memorie di una Geisha” di Rob Marshall. A proposito del libro, c’è una curiosità interessante: a Tokio vive un’arzilla vecchietta sanseverese che ogni anno ordina i nostri prodotti tipici. Un sanseverese è per sempre.

a cura di Antonella d’Ambrosio

Autore: Arthur Golden
Editore: Longanesi
Data di Pubblicazione: 2006

 

 

Mille Splendidi Soli

  Mariam è una harami, una figlia illegittima di un uomo importante e di una donna da poco. Vive in una baracca isolata dalla città in compagnia della madre, attendendo le visite di quel tanto amato papà che pure si vergogna di portarla al suo lussuoso palazzo ad Herat. Laila vive a Kabul, perde i fratelli in guerra e si rifugia nell’affetto di Tariq, suo coetaneo e vicino di casa. Le vite parallele di due donne costrette a praticare bene l’arte della sofferenza e della sopportazione che si incrociano improvvisamente: dapprima rivali, infatti, Miriam e Laila finiscono per diventare amiche. L’una trova nell’altra la madre, la sorella, la figlia, la complice. Come già avvenuto per il precedente romanzo “Il cacciatore di aquiloni”, Khaled Hosseini offre ai lettori uno spaccato sincero di un paese dilaniato da guerre ed ingiustizie.
   Amicizia e amore sono appigli di salvataggio anche a Kabul, anche sotto alle bombe, anche di fronte a chi sta per lapidarti perché sei…donna. Trionfo di delicatezza, ma anche di nera realtà, “Mille splendidi soli” è paradossalmente un inno alla vita. Le pagine di questo romanzo, seppur divorate in fretta, non possono scivolarci addosso: le parole scavano nella coscienza interrogativi e riflessioni silenziose, come i fiocchi di neve che Mariam fissa dalla finestra. Quei fiocchi, in realtà, altro non sono che “i sospiri di una donna infelice da qualche parte del mondo”.
  Per ulteriori informazioni: www.hosseini.it - www.millesplendidisoli.it

a cura di Antonella d’Ambrosio

 

 

Autore: Khaled Hosseini
Editore: Piemme
Data di Pubblicazione: 2007