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la maglietta della
"Festa del Soccorso"

EX SOLDATO
AMERICANO:
CERCO ROSETTA
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| A gonfie vene |
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| Massimo Zanardi. Che non mi si chiami fido,
quindi. |
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| Il giovane Pazienza. Il disincanto degli
anni inediti |
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| Andrea Pazienza. I segni di una resa invincibile |
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| Vigna, corredo o un po' di amore |
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PRIMA PAGARE POI RICORDARE
Volume indispensabile per riuscire a carpire il mondo e la realtà
nella quale sguazzarono quel “manipolo di ragazzi geniali” che diedero
vita a una stagione fantastica del fumetto italiano. Cannibale e Frigidaire
furono riviste speciali, esperienze irripetibili e, oggi, impensabili
da realizzare, anche perché i protagonisti di tale innovazione
furono gente del calibro di Andrea Pazienza, Filippo Scòzzari,
Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Massimo Mattioli e Vincenzo Sparagna.
Tutto iniziò nel 1977 in un appartamento sito in via Clavature
nel centro di Bologna; al nucleo originario della Traumfabrik (Scòzzari
e Pazienza) si unirono via via tutti gli altri.
Ecco come Filippo Scòzzari descrive il primo incontro a
Bologna con il giovane Andrea Pazienza: “…uno spilungone con un elegante
mezzo giaccone da marinaio, di cui apprezzai al volo i bottoni d’osso,
mi fissava sulle spine e sull’attenti. In una mano reggeva una cartelletta
e un guanto giallo scamosciato, che pure approvai. Disprezzai invece:
i baffetti alla giovane D’Alema, noto friseur che già allora non
sopportavo, il coltivatissimo paggetto a paggio di riccioli neri, le Adidas
bianche a striscie blu. Non trovai nulla da ridire sui jeans. Stava zitto,
tutto compito. Ciao, dissi all’apparizione, chi sei? Ciao, lei…sei Scòzzarhi?
Mi chiamo Andrhea Pazienza. Onnò, mi dissi. Cazzo, un meridionale.
Con la errhe, pure. Non bastava la mia? Facemmo amicizia più o
meno in sei secondi”.
Da queste prime frequentazioni bolognesi, dagli spazi occupati
della zona universitaria e dall’insospettabile affinità tra persone
con identici interessi professionali, arrivano gli stimoli culturali che
danno vita alla rivista Cannibale prima, e a Frigidaire dopo, nella quale
si alternano articoli di denuncia e controinformazione a fumetti dalla
carica innovativa esplosiva.
In questo libro Filippo Scòzzari racconta quegli anni con
intelligenza e furbizia, con uno stile tutto originale e una scrittura
agile che rende il volume piacevolmente leggibile. La sue sono testimonianze
lucide e intransigenti che ci aiutano a capire cosa ci siamo persi. Dopo
una prima “edizione pirata” della Castelvecchi pubblicata nel 1997, nel
2004 esce una nuova edizione del libro di Coniglio Editore.
a cura di Antonello Vigliaroli |

Autore: Scòzzari Filippo
Editore: Coniglio Editore
Data di Pubblicazione: 2004
Collana: Maxima amoralia |
MASSIMO ZANARDI. CHE NON MI SI CHIAMI
FIDO, QUINDI
A distanza di sedici anni dall'improvvisa scomparsa di Andrea Pazienza,
il regista e sceneggiatore milanese Tomaso Pessina, nel suo libro ci consegna
un vivo ritratto del personaggio che meglio rappresenta l'icona per eccellenza
della gioventù maledetta tratteggiata dal fumetto italiano.
Zanardi è un personaggio dal naso arcuato che esce dall'ombra
della Bologna dei primi ottanta e diventa un’icona, un simbolo che entra
nelle nostre vite, nel nostro immaginario. Zanardi appare per la prima
volta nel marzo del 1981 sulla rivista Frigidaire, nel racconto Giallo
scolastico.
Con una forma narrativa che riesce a inglobare diversi codici espressivi,
adoperando il discorso diretto, lo stile giornalistico, il collage testuale
e i salti temporali, l’autore immagina uno Zanardi quarantenne in compagnia
dei suoi inseparabili amici e colleghi dì bravata, complici di
mille avventure, il bellissimo Roberto Colasanti e lo sfigato Sergio Petrilli,
sbattuti dalla moglie di quest'ultimo fuori di casa, su una panchina di
un parco bolognese. Dopo una serata allegra, i tre si ritrovano, con il
freddo nelle ossa e il peso della mezza età, a rievocare i gloriosi
anni della giovinezza.
Con qualche ruga, i capelli radi, il pizzetto tinto e quel ghigno
sempre stampato in faccia, lo Zanardi di Tomaso Pessina si inserisce bene
all'interno della collana "I cattivi", che si propone di raccontare
le biografie di noti personaggi che sono stati in grado di sfruttare la
loro cattiveria per restare nella storia. In questo personaggio dai trascorsi
violenti e inquieti, ora ormai quarantaduenne, avvertiamo tutta la malinconia
che si è portato dietro nel tempo, lascito forse di quel freddo
- quello vero - che era in fondo al suo cuore di sbarbo...
Interessante e originale tributo ad Andrea Pazienza e al suo inquieto
personaggio.
a cura di Antonello Vigliaroli |
 Autore: Pessina Tommaso
Editore: Bevivino Editore
Data di pubblicazione: 2004
Collana: I cattivi
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LE DONNE, I CAVALIER, L’ARME,
LA ROBA. STORIA E STORIE DI ANDREA PAZIENZA
Non sarà sfuggito ai pazienziani più accaniti
il recente libro del giornalista modenese Franco Giubilei, ennesimo
tributo a un genio della nostra terra. In questo libro-intervista, che
racconta la vita e le opere di Andrea Pazienza, l’autore ha raccolto
le voci di molte persone che per lavoro o avventura gli sono state vicine.
Si tratta di un ritratto di uno dei più grandi autori di fumetti
che racconta l’esistenza e la genesi delle sue opere; è un ritratto
scritto a più voci, attraverso le parole di coloro che lo hanno
frequentato nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.
Tra le molte testimonianze ricordiamo quelle di Betta Pellerano,
ex fidanzata e musa prediletta, gli amici disegnatori e compagni di lavoro
come Vincenzo Sparagna e Filippo Scòzzari, la moglie Marina Comandini,
l'amica speciale Isabella Damiani, gli insegnanti di scuola ai tempi del
Liceo Artistico “G. Misticoni” di Pescara, il fido amico sceneggiatore
Marcello D'Angelo, Jacopo Fo e Roberto “Freak” Antoni.
L’opera di Giubilei ci restituisce un Andrea Pazienza intero,
innamorato e geloso, ferito a morte da un abbandono, unica rockstar del
fumetto italiano. Conosciamo un Pazienza ragazzino a caccia
sul Gargano insieme al padre e il fratello, e veniamo a sapere di alcune
telefonate minacciose che un elemento della delinquenza pugliese effettuava
in redazione presentandosi come l’agente di Andrea.
Nelle pagine di questo libro c’è l’amore e l’abbandono,
l’amicizia
vera e quella presunta, l’arrivo improvviso di un successo non richiesto,
gestito poco e male, lo sprofondare nell’abisso oscuro della dipendenza,
un matrimonio deciso di fretta. C’è una vita spezzata troppo
presto, la vita di un artista e di un ragazzo geniale.
a cura di Antonello Vigliaroli |

Autore: Giubilei Franco
Editore: Bande Dessinée
Data di Pubblicazione: 2005
Collana: Storie di segni
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IL GIOVANE PAZIENZA. Il disincanto
degli anni inediti
Chi ama Andrea Pazienza sicuramente è al corrente del fatto
che il suo successo consiste anche nel saper raccontare di sé e
del mondo che lo circondava all’interno della sua produzione; la componente
autobiografica infatti è di fondamentale importanza per capire
a fondo i personaggi dei suoi fumetti. Così, come si ritengono
importanti per la sua formazione gli anni vissuti a Pescara e a Bologna,
non devono assolutamente essere trascurati gli anni “sanseveresi” del
nostro Paz.
In questo libro infatti si parla dei suoi anni felici, scanzonati,
scapigliati ma, dal punto di vista creativo, altrettanto fervidi. Enrico
Fraccacreta, uno dei suoi più grandi amici d’infanzia, ci racconta
un Andrea Pazienza inedito durante gli anni dell’adolescenza, ce lo fa
conoscere giorno dopo giorno fino alla sua partenza da San Severo, verso
Pescara per il liceo artistico e poi verso Bologna per frequentare il
DAMS.
L’autore narra episodi, aneddoti e abitudini attraverso il ricordo
delle più comuni esperienze quotidiane; ne viene fuori una testimonianza
inedita della trasgressiva e inquieta genialità di Andrea Pazienza.
Fraccacreta adopera un modo di scrivere e di raccontare per immagini,
le stesse che ci sembra di immaginare o di vedere durante la lettura del
libro. Talvolta i toni si fanno cupi e malinconici, a tratti commossi.
Il periodo vissuto da Pazienza a San Severo è descritto
come quel magico e felice momento dell’attesa, durante la quale la vita
s’apre al sogno e il ragazzo Andrea comincia a costruire la propria leggenda,
iniziando a manifestare quella trasgressiva e inquieta genialità
che resteranno tali nel tempo rendendo immortali i suoi personaggi, le
sue opere. Libro appassionante da leggere e rileggere, che non può
mancare nelle case dei “Pazienziani D.O.C.”.
a cura di Antonello Vigliaroli |

Autore: Fraccacreta Enrico
Editore: Stampa Alternativa
Data di pubblicazione:2001
Collana: Margini
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OSSIMORO MARTE
Vita intelligente sul Pianeta Rosso. Le prove
Ennio Piccaluga è un ingegnere
elettronico, esperto in astronautica. Da sempre si dedica allo
studio di Marte, il Pianeta Rosso. Ha scritto diversi articoli
e ha partecipato a varie conferenze sul tema “Vita intelligente
su Marte”. Inoltre collabora con la rivista “Area 51” delle
Edizioni Hera.
Grazie alla passione per il Pianeta Rosso, nel 2004,
Ennio Piccaluga ha messo a punto un sistema semplice ed efficace
per investigare le foto provenienti dalle sonde operanti nei pressi
di Marte. I risultati di queste ricerche sono stati esposti nel
libro “OSSIMORO
MARTE. Vita intelligente sul Pianeta Rosso. Le prove”, edito
dalla Hera Books, con prefazione del planetografo Gianni Viola e
postfazione di Roberto Boncristiano. Sono pubblicati nel libro anche
decine di particolari fotografici inediti e molto interessanti, scattate
dalla sonda Phobos2.
Con questo libro l’ing. Ennio Piccaluga riesce
ad individuare la presenza di antiche strutture presenti su Marte
erette da un'antica civiltà che ha legami con la civiltà sumera
e con la Terra.
Vengono clamorosamente confermate, quindi, le intuizioni
del sumerologo Zecharia Sitchin che, studiando antiche tavolette incise
nell’argilla,
già da molti anni ha sostenuto che su Marte esistono antiche
città costruite da una razza evolutissima abitante del decimo
pianeta che, ad intervalli regolari di tempo si riavvicina alla zona
interna del sistema solare. Secondo Sitchin migliaia di anni fa il
popolo degli Anunnaki venne dallo spazio sulla Terra, nell’antica
Mesopotamia, fondando la civiltà sumera. Grazie ai suoi studi,
l’ing. Piccaluga giunge alla conclusione che lo stesso popolo
sarebbe sceso su Marte per costruire delle città.
Il libro “Ossimoro Marte” è in vendita
in tutta l’Italia presso le Librerie Feltrinelli, mentre a San
Severo è disponibile
presso la Libreria Notarangelo, l’Edicola Ciannarella (Teatro
Comunale) e CartoWeb (via Teresa Masselli).
a cura di Antonello Vigliaroli |

Autore: Piccaluga Ennio
Editore: Hera Books
Data di Pubblicazione: 2006
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ANDREA PAZIENZA. I SEGNI DI UNA RESA INVINCIBILE
In questo libro lo scrittore e giornalista bolognese Rudi Ghedini scrive della vita artistica di Andrea Pazienza, con particolare attenzione all’importante periodo trascorso nella città di Bologna, città “croce e delizia” dell’eclettico artista. Così l’opera di Pazienza viene descritta e ricostruita inserendola nel racconto della Bologna degli anni Settanta, caratterizzata fortemente dal Movimento giovanile del ’77 e da un fermento culturale irripetibile. Da quel condensato di ribellione politica e culturale presero forma sperimentazioni e innovazioni di ogni tipo. Emersero artisti e personaggi che hanno poi lasciato segni indelebili nei più disparati campi espressivi, sia a livello nazionale che internazionale.
Così come nascono i personaggi creati dalla mano inquieta di Andrea Pazienza: Pentothal, Zanardi, Pompeo,ecc. Personaggi per metà figli dell’epoca e dell’ambiente politico-culturale vissuti da Pazienza, e per metà facce della prismatica personalità dell’indimenticabile artista. Come può essere affermato per Pazienza, infatti, anche i suoi personaggi non possono essere riconducibili a schemi predeterminati, ma sono figli dell’imprevedibilità e della fantasia più pura e sfrenata. «Un caos rigorosissimo», come ha affermato Roberto Benigni.
Rudi Ghedini, quindi, parla di Pazienza partendo dai singoli frammenti della sua opera, evidenziandone la sua indiscutibile originalità stilistica e metodologica; ne sottolinea però anche i pochi limiti, riuscendo a non cadere nella trappola di trasformare Pazienza in un’icona da venerare ed evitando un’ennesima mitizzazione e celebrazione dell’artista.
a cura di Antonello Vigliaroli |

Autore: Ghedini Rudi
Editore: Bradipolibri
Data di Pubblicazione: 2005/6
Collana: Bandiere a mezz'asta |
LA LUNA AGGIRA IL MONDO E VOI DORMITE
Matteo Salvatore è stato un uomo assolutamente fuori dal comune, che sfugge a ogni regola e a ogni legge, arguto e imprevedibile, geniale e sregolato, ruffiano e incantatore. Dopo aver vissuto una giovinezza di miseria e di analfabetismo, è riuscito a trovare il riscatto grazie alla dolcezza della sua chitarra e alla forza poetica delle sue parole, diventando un famoso cantautore. In questo libro Matteo racconta la sua vita ad Angelo Cavallo: episodi, aneddoti, storie di vita e d’amore e le mille tragicomiche avventure. A tratti tristi e crude sono le immagini che la lettura di questo libro ci ispira. La fame, il lavoro di garzone di cantina per otto lire l’anno, i bambini che stanno “nella piazza del paese per essere venduti”, la morte della sorellina denutrita, la mamma di Matteo che per procurare cibo per i figli si recava a Poggio Imperiale “camuffata da mutilata” per chiedere l’elemosina. Sembra quasi di leggere la sceneggiatura di un film neorealista e invece si tratta della realtà vissuta dal giovane Matteo. Poi l’arrivo dell’amore, del successo, dei soldi e di tutti gli alti e bassi che caratterizzeranno l’intera vita di Matteo.
Allegato al libro, edito da Stampa Alternativa, c’è anche una raccolta di 12 ballate di Matteo Salvatore; un occasione unica, quindi, per conoscere la sua vita e le sue canzoni.
Matteo ora non c’è più, ma le sue canzoni ci parleranno ancora e per sempre di un mondo lontano, un mondo in bianco e nero, di sentimenti veri, di sogni e bisogni.
a cura di Antonello Vigliaroli |

Autore: Matteo Salvatore
Editore: Stampa Alternativa
Data di pubblicazione: 2002
Collana: Speciale Eretica |
A GONFIE VENE
Venendo fuori dalle copiose ed assennate osservazioni di critica letteraria, con cui Plinio Perilli prepara il lettore a meglio addentrarsi tra i versi di Lucio Toma raccolti nella recente silloge “A gonfie vene” (Editrice Ianua, Roma 2006), si capisce attraverso quale lenta e dolorosa maturazione sia venuto in luce il nocciolo sostanziale dell’arte del poeta di casa nostra...
...In lui vibra, come un’ultima eco, il pianto mai sopito dei grandi
romantici, Leopardi primo fra tutti, per stare nei reiterati richiami dello stesso Perilli. Ma nei suoi versi brilla, tuttavia, la fiaccola lucente di una fede che solo
di rado appare semispenta:
“…E riconosco allora la vita che sui volti gonzi garba lo stesso identico dolore per via dei graffi che accarezzando lascia a ricordo d’averci incontrati”.
Lirica pura, che non si fa celebrazione scenica della natura, né s’imbroglia in astratte impressioni di vita contemplata. Nulla di tutto questo: il libro di Toma, “A gonfie vene”, è una confessione intima, un racconto in versi dove personaggio unico è l’autore, il quale, in un monologo di disarmante intensità, si rivela al lettore nelle sue estreme componenti umane: fragili debolezze e superbe risalite di fiducioso orgoglio.
Ed è, ad un tempo, trionfo della speranza ed inno all’amore coniugale, quell’amore, per intenderci, insaporito di quieti approcci casalinghi, sul quale Lucio Toma ha puntato le sue fiches:“….Ho scommesso tutto. Qualcosa di me stesso è rimasto: tu, cielo di labbra in cui cadere, fiato per la mia voce quando mi manca il respiro”.
Noi lo leggiamo, l’ascoltiamo ad occhi chiusi, senza superflue curiosità che s’addentrino nel labirinto dei travagli non detti. È sufficiente il suono dei suoi versi, il suono di un’arte poetica che - lo ricorda Emilio Cecchi negli Aforismi - non adopera materialmente le cose dell’esperienza, ma dà forma comunicativa all’emozione che suscita in noi.
Basti qui sapere che Lucio Toma, docente di lettere e giovane promessa del mondo artistico sanseverese, ha attraversato momenti di precaria salute fisica, sempre, però, sostenuto da scienza medica e da un coro di qualità virtuose, tra cui l’affetto per la sua donna e per il figlio appena nato, nonché dal conforto attinto dalle muse ispiratrici: “…Eccomi redivivo libero dalla tratta del dolore [….].
Ma è tutto vero: cammino sull’acqua dei giorni toccando la primavera, il cielo con un dito. E per Dio, finalmente a gonfie vene una indicibile resurrezione.”
E dunque, poeta e testimone del nostro tempo, Lucio Toma usa nella silloge toni complessivi, senza oricalchi, che aderiscono alla nostra sensibilità, e vi imprimono un profondo indelebile solco. di Francesco Ferrante |

Autore: Lucio Toma
Editore: Edizione del Giano
Data di pubblicazione: 2006 |
VIGNA, CORREDO O UN PÓ DI AMORE
Le atmosfere tipiche della San Severo di una volta, precisamente del 1949, anno di ambientazione del romanzo, emergono nitide dalle pagine di questo romanzo, grazie alle minuziose descrizioni dell’autore. Viene narrata una storia d’amore difficile e tormentata a causa di una mentalità e di usi e costumi ormai lontani nel tempo.
I due protagonisti del romanzo si chiamano Ortensia e Orlando e vivono in una San Severo prettamente agricola, in cui il duro lavoro, la dote e l’onore rivestono un’importanza fondamentale. Attorno a loro si muovono personaggi e si alternano vicende narrate con forte realismo. Il linguaggio è semplice ed essenziale e la narrazione scorre fluida.
Autore del romanzo è Michele Sansone. Nato a San Severo nel 1917, Michele Sansone è vissuto quasi sempre a San Severo, tranne nel periodo bellico: negli anni 1940-41 infatti fu impegnato in operazioni miliari in Albania, mentre nel 1942-43 in Sardegna. Ha seguito suo padre nella conduzione di una piccola armeria, coltivando segretamente una grande passione per la letterature. Dal 1957 al 1967 ricopre il ruolo di segretario presso il Liceo Classico di Torremaggiore, mentre dal 1967 al 1982 lavora all’Istituto Magistrale “Pestalozzi” di San Severo. Negli ultimi due anni di vita, tra il 1983 e il 1984, si dedica alla sua antica passione e realizza quello che, purtroppo, resterà il suo unico romanzo. Infatti Michele Sansone scompare nel 1984 a Padova, non riuscendo a vedere la pubblicazione di questo suo lavoro.
di Antonello Vigliaroli |

Autore: Michele Sansone
Editore: DEMAF
Data di pubblicazione:1984
Collana: Margini |
RUGGINI E TESTUGGINI (Fabio Greco)
La memoria ha questo di particolare: dona e preclude a piacimento
e senza preavviso, si sgretola come ruggine sotto i colpi incessanti del tempo oppure si arrocca dietro gusci inespugnabili che la preservano nell’eternità.
Questo libro è un conciliabolo di racconti da tenere a mente,
da prendere a morsi o da accartocciare, soffiare, cantare, declamare, urlare o sussurrare nelle lunghe notti della Cupa.
Questo libro non è un memoriale.
Ruggini e testuggini, semplicemente è una raccolta di memoria.
Fabio Greco |

Titolo: Ruggini e testuggini
Autore: Fabio Greco
Casa Editrice: Edizioni Il Filo
Prezzo: € 13
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