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la maglietta della
"Festa del Soccorso"


EX SOLDATO
AMERICANO:
CERCO ROSETTA


 

“...San Severo, la città del mio pensiero, dove prospera la vite e l’inverno è alquanto mite…”

  San Severo, San Severo è così: .. agricola, nell’aspetto e nell’essenza più profonda.. una città piena di paradossi, in cui è facile vedere un carretto trainato da un cavallo che passa davanti ad un internet point…o vedere un sorpasso su viale due giugno, tra due trattori “ad alta velocità”!…
   Ormai, i tempi “dell’alquanto mite” sono lontani: il clima è diventato caldissimo d’estate e praticamente freddo e molto freddo d’inverno; l’antica siccità, sembra sia un problema superato e anzi, a causa delle frequenti piogge, pare che oggi il vero problema sia l’opposto… Per il resto San Severo, è sempre la stessa, proiettata nel futuro, con le sue piccole e medie imprese che si affermano e che prolificano, ma sempre ferma nel suo passato senza tempo: quel passato che per molti non aveva senso, né valore e che oggi, è diventato un vanto per molti…
   Una cosa che ho sempre pensato con grande melanconia, in quei tanti momenti in cui mi sono dovuta allontanare dalla mia città, sono gli odori e i colori che altrove non vedo e che sono capaci di farmi “sentire” in che periodo dell’anno o anche del giorno mi trovo… Sarà pur vero che ormai d’estate fa caldissimo ovunque, ma qui al sud, e forse in particolare a San Severo, sembra quasi di poter percepire l’odore del caldo, che sa di stoppie bruciate e terra arida: un odore intenso che non si può spiegare e paragonare … e ti sembra quasi di sentire il profumo del mare quando spira lo scirocco e di contro, il freddo che graffia il volto, quando a scuoterti, arriva la tramontana dei mesi più freddi… senti l’arrivo della pioggia con il suo odore acre e tagliente e te ne accorgi perché su viale di Vittorio e sul viale della Stazione, vedi quella parte di Gargano che diventa blu… L’autunno triste, che ti ricorda che è novembre, con la sua luce tenue e i colori sfumati dall’umidità….e poi? Poi, gli odori un po’ più.. “casalinghi: l’odore aspro delle cantine, del vino.. l’odore dell’inverno, dei camini, del legno d’ulivo bruciato… La primavera accecante e le campane che ti svegliano la domenica mattina … … la domenica: ecco e penso ai vicoli del centro storico, alle “chianchette” bianche e l’odore del sugo per le strade… ovunque… perché a San Severo ancora oggi, la domenica, il tempo si ferma in quelle ore di meditazione attorno al sugo!… Per non parlare dell’odore sconvolgente del pane e dei taralli nelle vicinanze dei forni, che oggi si chiamano le “boutique del gusto” e l’odore, unico, possente ed eterno della festa del Soccorso: una nube di carne arrosto, zucchero filato e polvere da sparo esplosa.. si, quel miscuglio che fa sentire sanseveresi anche i tuoi polmoni!
   Forse, potevo cimentarmi in un’elencazione “classica” di dati geografici, ma credetemi: a San Severo, il giorno e la notte, l’estate e l’inverno, li riconosci col naso e con gli occhi persi in quei colori, che altrove non ci sono più.

Raffaella deLetteriis