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SAN
SEVERINO |
| San Severino
fu la seconda chiesa cristiana edificata nella nostra città
e la seconda parrocchia. |
Elvira Azzeruoli avanzò l’ipotesi
della sua fondazione nell’800 ad opera dei Longobardi in omaggio
al loro patrono; la primitiva chiesetta era a forma triangolare.
La facciata principale mostra tracce della chiesa romanica, più
bassa e con copertura a doppio spiovente. L’antica facciata monocuspidata,
in pietre squadrate, si distingue agevolmente dalla sopraelevazione
settecentesca, in mattoni, sormontata da volute.
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| Il portale
principale, privo di ornamenti, presenta sull’architrave un’epigrafe
che ricorda la riconsacrazione della chiesa nel 1224. |
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Alla stessa epoca dovrebbe risalire la facciata laterale, in stile
romanico pugliese, corrispondente al transetto destro. Presenta
una porta sormontata da un arco a tutto sesto, contornato da un
archivolto poggiante su due leoni, con decorazioni a foglie d’acanto.
Più in alto è un rosone a sei raggi, con corona dentellata,
sormontato da un archivolto sostenuto da due colonnine tortili impostate
su due piccoli leoni stilofori. |
In questa
facciata laterale si trovano, reimpiegati, elementi architettonici
anteriori alla ricostruzione della prima metà del XIII secolo;
tra questi, alcune lastre con motivo ad archetti incrociati che
originariamente dovevano coronare il doppio spiovente della facciata.
La sopraelevazione settecentesca presenta un finestrone lobato,
non in asse col portale.
Accanto al transetto destro è il campanile,
il più alto della città, con una finestrella strombata
al pianterreno, una rotonda al primo piano ed un elegante bifora
al secondo. Dopo il terzo piano si nota la ricostruzione successiva
al terremoto del 1627, terminante con una guglia piramidale rivestita
di piastrelle invetriate policrome.
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La chiesa doveva presentare originariamente una pianta basilicale,
mentre la trasformazione a croce latina deve essere avvenuta verso
la fine del XIII secolo, nel rifacimento seguito alla demolizione
del sacro edificio voluta dall’imperatore Federico II nel 1230, come
vendetta per una ribellione della città. E’ documentato l’utilizzo
di materiali provenienti da un diruto palazzo dell’imperatore alla
periferia della città. Il transetto destro venne ricavato spostando
la parte terminale della facciata laterale al livello esterno del
campanile; mentre quello sinistro, forse per mancanza di spazio disponibile,
risultò di forma irregolare. Il suo campanile è il più
alto della città. Il primo e il secondo piano del campanile
e la facciata sono di stile gotico-romanico.
Nel 1880 vennero sistemate sul fianco due meridiane rettangolari,
opera di Salvatore Caruso, che segnano, quella di sinistra il tempo
medio e quella di destra il tempo vero. |
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Nel 1899 si demolirono due vani adiacenti la sacrestia per allineare
l’attuale via A. Fraccacreta. Nel 1902 il soffitto del presbiterio
venne decorato da G. Cavallo. A causa di attuali ristrutturamenti,
è stato staccata dal soffitto della navata la grande tela del
Miracolo di S.Severino di Alfonso D’Anzeo (1858).
Alla base della cupola posta all’incrocio della navata
con i transetti sono dipinti i quattro Evangelisti. Ai lati del presbiterio
sono presenti altri due affreschi. Nella sacrestia sono conservate,
una icona con Madonna nera e la vecchia statua lignea di S. Severino,
a mezzo busto, nel cui interno era conservata una reliquia del Santo,
depredata dai soldati francesi nel 1799.
LUCCHINO A., Del terremoto che al dì 30 luglio 1627 ruinò
la città di San Severo e terre convicine, a cura di N. Checchia,
Foggia, 1930
PILLA U., RUSSI V., San Severo nei secoli, Cromografica Dotoli,
San Severo, 1984
SAN SEVERO 2000, Cd-rom realizzato dal Comune “Città di San
Severo” a cura dell’Ufficio relazioni con il pubblico, San Severo,
2000
E. AZZERUOLI Un po’ di folklorismo paesano, Tipografia Joele &
Aliberti, Napoli
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