SAN FRANCESCO
     La tradizione tramanda che questa chiesa abbia preso il nome dal santo di Assisi che, passando per il Gargano durante un suo pellegrinaggio al Santuario di San Michele, si fermò al convento annesso alla chiesa e piantò un nocciolo di olivo nel chiostro, che crebbe subito in albero rigoglioso.  
   In questa chiesa c’era la confraternita del Sacro Monte della Pietà, che venne trasferita nel 1570 nella chiesa di S. Antonio Abate. Subì gravi danni in seguito al terremoto del 1627 e venne ricostruita, subendo successivamente diversi restauri. Tra il 1799 e il 1806 una parte del convento fu adibita a caserma dai soldati francesi; tra 1809 e 1810 fu anche sede provvisoria del municipio. Dal 1897 la chiesa venne tenuta dalle Figlie della Carità. L’Associazione delle Dame e delle Damine della Carità, fondata da S. Vincenzo dè Paoli nel 1617, sorse a San Severo nel 1927. La chiesa intitolata a S. Francesco, ma dedicata a S. Antonio da Padova, fu restaurata nel 1902, con affreschi del sanseverese Ferruccio Gervaso. Bellissimo l’altare maggiore con la statua dell’Immacolata; all’interno troviamo inoltre le statue dell’Addolorata, di S. Antonio, di S. Vincenzo dè Paoli e quella di S. Francesco, scolpita dallo Sparavilla verso il 1880. Presenti anche antiche pitture rappresentanti i miracoli di S. Francesco.
   
  La facciata della chiesa è decorata unicamente da una cornice dalle grandi proporzioni e da due ampie svecchiature di forma romboidale poste ai lati del finestrone centrale dell’ordine superiore.
  Il portale centrale è sormontato da un frontone triangolare spezzato, al centro del quale è inserito lo stemma dell’Ordine dei Francescani.
  
LUCCHINO A., Del terremoto che al dì 30 luglio 1627 ruinò la città di San Severo e terre convicine, a cura di N. Checchia, Foggia, 1930
PILLA U., RUSSI V., San Severo nei secoli, Cromografica Dotoli, San Severo, 1984
SAN SEVERO 2000, Cd-rom realizzato dal Comune “Città di San Severo” a cura dell’Ufficio relazioni con il pubblico, San Severo, 2000
E. AZZERUOLI Un po’ di folklorismo paesano, Tipografia Joele & Aliberti, Napoli