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SANT’AGOSTINO
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| Questa chiesa,
intitolata prima San Pietro e poi Croce Santa, fu ceduta nel 1514
ai Padri Agostiniani, che la rifecero, dedicandola a Sant’Agostino;
già da un documento del settembre 1319 risulta in San Severo
l’esistenza di un monastero di Sant’Agostino. I frati Agostiniani
portarono nel ‘500 la statua della Vergine del Soccorso dalla Sicilia,
dove aveva avuto origine nel secolo XIV il culto di questa Madonna,
precisamente nel 1306 a Palermo. La sacra icona della Vergine del
Soccorso è una scultura bizantina in legno di cedro del Libano
raffigurante la Madonna in età giovanile, addobbata con stoffe
preziose e una corona di grandi dimensioni secondo una consuetudine
nata nel corso del secolo XVIII. |
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| Questa
veniva portata in processione quando le epidemie o le calamità
naturali minacciavano la città. Detti Padri restarono per
ben 138 anni nella nostra Città, e dovettero abbandonarla
nel 1652, avendo il Papa Innocenzo X soppresso i piccoli conventi.
Nel 1843 la chiesa venne consacrata dal vescovo Rocco de Gregorio
sotto il titolo della Vergine del Soccorso e, con una bolla del
10 settembre 1857, papa Pio IX dichiarò la Madonna “Patrona”
della città di San Severo. Ai primi dell’800 ebbe inizio
l’usanza della processione in onore della Madonna del Soccorso,
la prima domenica di maggio. Dal 1852 partecipò alla processione
anche la statua di S. Severo e dal 1908 anche quella di S. Severino,
dichiarato “compatrono” della città. L’8 maggio 1937, con
l’intervento del cardinale Caccia Dominioni, di molti vescovi e
di autorità civili e militari, la Madonna venne incoronata
da mons. Oronzo Durante. Nel 1957 la chiesa venne dichiarata Santuario
mariano.
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L’attuale
facciata risalente al XVIII secolo, dopo l’ampliamento seguito al
disastroso terremoto del luglio 1627, rappresenta un ottimo esempio
di arte barocca ed è stata realizzata dal maestro scalpellino
di San Severo Francesco Cervone. Nello stesso periodo fu innalzato
il nuovo campanile, la cui costruzione terminò solo nel 1823.
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| Il portale della facciata,
suddiviso in due ordini e tripartita verticalmente, è sormontata
dallo stemma con l’immagine della Madonna col bambino, entrambi recanti
mazzi di fiori e spighe nelle mani. |
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| Sui corpi laterali si vedono
lapidi in ricordo dell’incoronazione della Madonna a sinistra, e della
elezione della chiesa a Santuario Mariano. |
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Nelle
due nicchie, nell’ordine superiore della facciata, sono inserite
statue di Sant’Agostino e San Isidoro Agricolo, realizzate entrambe
dai fratelli Palmieri nel 1780. |
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| LUCCHINO
A., Del terremoto che al dì 30 luglio 1627 ruinò la
città di San Severo e terre convicine, a cura di N. Checchia,
Foggia, 1930
DE AMBROSIO F., Memorie storiche della città di San Severo,
Napoli, 1875
PILLA U., RUSSI V., San Severo nei secoli, Cromografica Dotoli,
San Severo, 1984
SAN SEVERO 2000, Cd-rom realizzato dal Comune “Città di San
Severo” a cura dell’Ufficio relazioni con il pubblico, San Severo,
2000 |
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