SANTA MARIA DELL'OLIVETO
 

La chiesa dista 4 km da San Severo, ubicata presso l’antica contrada S. Andrea in Strada. La tradizione vuole che intorno alla chiesa ci fosse un tempo un piccolo casale, sorto forse dopo la distruzione del vicino abitato di S. Andrea. Questo casale fu ceduto nel 1220 da Federico II ad un nobile del luogo, Marino Capace. Per odio verso il re svevo e verso gli stessi Capace, il casale venne incendiato dal popolo sanseverese; i suoi abitanti, rifugiatisi alla periferia della città, vi costituirono un rione, conosciuto come Borgo Casale. La chiesetta fu risparmiata dal terremoto del 1627, ma fu danneggiata dopo i successivi terremoti del 1688, del 1731 e del 1805; rimase in piedi la parete della nicchia della Madonna, che fu allora trasportata nella Cattedrale (1811). Riedificata più ampia e più solida, rimase abbandonata nel tempo del brigantaggio fino al 1864; venne poi affidata alla famiglia Masselli. La Madonna dell’Oliveto è un’antica statua rifatta a nuovo dallo Sparavilla; nel 1864 la statua venne temporaneamente sistemata nella chiesa di San Rocco per salvarla dalle scorrerie dei briganti. La festa della Madonna ricorre la prima domenica di giugno. Fino alla metà del secolo scorso, la statua della Vergine era trasportata di sera in città sopra un carro adorno di foglie, fiori e lumi. Nelle processioni di penitenza soleva incontrarsi con la statua della Madonna del Soccorso, la quale si fermava nella sua chiesa.

LUCCHINO A., Del terremoto che al dì 30 luglio 1627 ruinò la città di San Severo e terre convicine, a cura di N. Checchia, Foggia, 1930
PILLA U., RUSSI V., San Severo nei secoli, Cromografica Dotoli, San Severo, 1984
SAN SEVERO 2000, Cd-rom realizzato dal Comune “Città di San Severo” a cura dell’Ufficio relazioni con il pubblico, San Severo, 2000
E. AZZERUOLI Un po’ di folklorismo paesano, Tipografia Joele & Aliberti, Napoli