CROCE SANTA
 


   Si tramanda che gli abitanti delle contrade, colpiti dalla peste nel XV secolo, fecero edificare fuori dall’abitato una chiesetta a S. Rocco, come omaggio al santo per averli salvati. In questa chiesa si venera la Madonna della Sanità dello scultore Testa (1842), S. Rocco del Palmieri (1778), al quale la chiesa era stata dedicata dai Terziari Regolari, detti anche Rocchettini, che avevano fatto edificare un convento e alcune cellette a fianco della chiesa, e che caddero insieme alla chiesa stessa durante il terremoto del 1627. L’edificio venne prontamente restaurato. All’inizio del XVIII secolo la chiesa venne ricostruita ed ampliata a forma di croce latina.

 
 
     
 
    Sull’altare maggiore c’è un quadro con un pezzo del Legno della Santa Croce. Nel 1736 si istituì la Confraternita della Santa Croce, mentre nel 1776 la vecchia sacrestia e la cripta sottostante vennero adibite ad Oratorio.
   Fu elevata a parrocchia con il nome di Croce Santa il 1° maggio del 1927 per l’aumento della popolazione e dei rioni circostanti. Il primo parroco fu don Felice Canelli, il quale la fece restaurare completamente, facendo costruire a fianco della chiesa, nel 1948, un vasto fabbricato adibito a scuola materna.

 
 
      
 
  All’interno della chiesa vi sono custodite le statue della Madonna della Sanità e di San Giuda Taddeo, nonché quella di San Rocco, del calmieri (1778).
   
  Accanto alla chiesa vi è il cosiddetto sacello (o cripta), contenente ossa umane e scheletri vari. Questi sono custoditi religiosamente nel sotterraneo della chiesa, eretto a cappella, con altare per celebrare, ancora opera dello zelante e instancabile don Felice Canelli.
   
LUCCHINO A., Del terremoto che al dì 30 luglio 1627 ruinò la città di San Severo e terre convicine, a cura di N. Checchia, Foggia, 1930
PILLA U., RUSSI V., San Severo nei secoli, Cromografica Dotoli, San Severo, 1984
SAN SEVERO 2000, Cd-rom realizzato dal Comune “Città di San Severo” a cura dell’Ufficio relazioni con il pubblico, San Severo, 2000
E. AZZERUOLI Un po’ di folklorismo paesano, Tipografia Joele & Aliberti, Napoli